Reddito di cittadinanza e Quota 100

Il cuore pulsante del Contratto di governo è realtà. In soli sette mesi, introduciamo il reddito e la pensione di cittadinanza per aiutare i disoccupati a trovare lavoro e i pensionati a combattere la povertà, cui si aggiunge Quota 100, provvedimento che archivia la legge Fornero e consente a tutti di andare in pensione in tempi sacrosanti.

Con il reddito di cittadinanza eroghiamo da un minimo di 500 a un massimo di 1.330 euro per 18 mesi, rinnovabili dopo una pausa di un mese, in cambio di un impegno scritto, il “patto di lavoro” per i disoccupati, o quello “di inclusione” per chi versa in condizioni di disagio o povertà. Si tratta di accordi con i quali ci si impegna a svolgere una serie di attività in cambio del sussidio: col primo, ad esempio, bisognerà acconsentire a seguire corsi di formazione o a informarsi sulle attività socialmente utili che possono essere svolte nel proprio comune, oltre ad accettare una delle prime tre offerte di lavoro ricevute, se sono entro 250 chilometri dal luogo di residenza.

Con il secondo tipo di accordo, invece, la persona sarà segnalata ai servizi sociali del proprio comune di residenza, e si impegnerà a svolgere lavori socialmente utili e a seguire indicazioni di prevenzione e cura in campo sanitario.

Per quanto concerne quota 100, infine, si tratta di una misura sperimentale che riforma il sistema pensionistico consentendo di andare in pensione a chi abbia compiuto almeno 62 anni di età e versato almeno 38 anni di contributi. Un sistema che permetterà, a chi ne usufruisce, di ottenere una pensione anticipata fino a 5 anni rispetto a quanto in vigore finora. La riduzione dell’età pensionabile consentirà agli aventi diritto di godere della meritata pensione e di uscire in anticipo dal mercato del lavoro, generando così nuove opportunità di occupazione per i giovani.

Un Governo del cambiamento, dunque, che mantiene le promesse e che ha ancora tanta voglia di fare e fare bene. Non ci fermiamo!

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