Rai: stop ai maxi stipendi

In un Paese che ha richiesto enormi sacrifici alla classe media, dove impiegati pubblici, partite IVA, piccoli imprenditori e pensionati sono stati chiamati a fare gli straordinari da anni di malgoverni di destra e di sinistra, è giunto il momento che gli sforzi siano condivisi da parte di tutti e che a pagare non siano sempre e solo gli stessi.
Chi è stato più fortunato, per meriti più meno acclarati, non può non dover rinunciare a qualcosa. Abbiamo cominciato dai vitalizi dei parlamentari, ora puntiamo alla riduzione del numero dei politici e al taglio delle loro indennità. Non ci fermiamo certo qui, tuttavia: perché anche certi conduttori e giornalisti Rai, che ricordo è servizio pubblico, hanno goduto per anni di trattamenti principeschi non più accettabili. 
Non è una crociata contro qualcuno – di cui non si vuol discutere la professionalità – ma in tempi come quelli che stiamo vivendo è giusto farne una questione di principio: e regolamentare quindi certe remunerazioni davvero esagerate. 
Stop, pertanto, ai maxi stipendi Rai, stop ai privilegi di pochi: occorre dare un segnale forte e una seria sforbiciata a certi privilegi.

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