Sul reddito di cittadinanza

Uno strumento per i quasi 5mila poveri totali del Molise, ma anche per quelle migliaia di “invisibili” che versano in stato di povertà relativa, con grandi difficoltà a vivere in maniera dignitosa e con prospettive non rosee per il futuro. 

Stamani la conferenza stampa, presso l’Info Point del MoVimento in via Garibaldi a Campobasso, in cui ho spiegato nel dettaglio la caratteristiche del Reddito di Cittadinanza. L’obiettivo è permettere alla maggior parte dei possibili beneficiari di accedere alla misura ed evitare che accada come nella scorsa legislatura con il Reddito di Inclusione, di cui hanno fatto richiesta solo il 60 per cento dei potenziali beneficiari. 

Con quello che è sempre stato il nostro cavallo di battaglia proponiamo lavoro per chi ha difficoltà a trovarne uno, ma facciamo anche formazione per coloro che sono usciti dal mercato occupazionale in fase di età avanzata – come dimostrato in Molise dalle migliaia di padri di famiglia di Ittierre, Gam, Zuccherificio – e che hanno necessità di riqualificarsi.

Sostegno economico per aiutare a sopravvivere chi non ce la fa da solo, dunque, ma anche a rientrare nel mercato del lavoro con le proprie caratteristiche professionali: la prima offerta avverrà nel raggio di 100 km, la seconda e la terza entro i 250 km; ci sarà poi l’obbligo di accettare almeno una proposta “congrua”, ovvero con un salario minimo da 858 euro. I fondi impegnati quest’anno saranno pari a oltre 7 miliardi di euro, parte dei quali saranno impiegati anche per il rafforzamento dei Centri per l’impiego. 

Dalla fine di marzo sarà possibile richiedere il Reddito di cittadinanza presso le Poste Italiane sia in modo diretto che in via telematica, oppure presso i Centri di assistenza fiscale (CAF) e i patronati. Si punta a creare un sistema in cui le offerte di lavoro viaggiano esclusivamente sul canale digitale, ma in Molise c’è ancora una significativa fascia di popolazione che non ha la possibilità di connettersi. Per questo CAF e navigator saranno d’ausilio per le persone e così intendiamo fare anche noi, assicurando la nostra presenza sul territorio per spiegare ai cittadini tutto ciò che c’è da sapere.

I furbetti sono avvisati: per chi fornisca dati falsi su redditi e patrimoni a fini ISEE o dichiarazioni fiscali per usufruire irregolarmente del Reddito, le sanzioni saranno pesantissime: si va dalla reclusione da due a sei anni, fino alla decadenza dal beneficio e al recupero di quanto indebitamente intascato. Al contrario, le imprese che assumeranno i percettori del Reddito nei primi 18 mesi di fruizione dello stesso, potranno sommare alla decontribuzione al 100% per i contratti stabili ad under 35 o disoccupati da più di 6 mesi al Sud, anche un ulteriore esonero contributivo.

Non ho mancato, in chiusura, di ricordare il mio impegno da parlamentare a difesa dei presìdi sul territorio regionale: la questura, l’Ufficio Dogane e il CME (Comando Militare Esercito) del Molise, tutti con sede a Campobasso, fino al numero dei parlamentari, che rischiava di essere ulteriormente ridotto, dalla prossima legislatura, rispetto alla già esigua rappresentanza che ha il Molise: la mia attenzione è e resta massima per garantire che non diminuisca il potere rappresentativo del Molise nelle sue varie articolazioni istituzionali.

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