No a un governo tecnico: è il momento di avere coraggio

Quando nel 2018, insieme a tantissimi miei colleghi, sono stato chiamato a rappresentare la Nazione e i milioni di cittadini che ci avevano dato la loro fiducia, avevo e avevamo ben chiaro quel che andava fatto. Non avendo i numeri per governare da soli, il nostro compito – come ampiamente dichiarato in campagna elettorale –  è stato quello di sederci attorno a un tavolo con altre forze politiche, per giungere a un accordo che ci permettesse di portare avanti i nostri temi. Al netto di alcune criticità, abbiamo formato due governi coi quali siamo riusciti ad approvare misure importanti: Reddito di cittadinanza, Decreto dignità, Spazzacorrotti, Superbonus110%, Codice rosso…

Ci siamo dovuti confrontare anche con l’epidemia, investendo oltre 130 miliardi con sforamenti di bilancio. Soldi che non hanno arricchito né noi né i nostri amici, ma che sono entrati nelle tasche degli italiani, permettendo di arginare, nel limite del possibile, una pandemia che ha colto alla sprovvista l’Italia, come tutto il globo.

Sono fiero di ciò che è stato fatto, anche se sono consapevole che si poteva fare molto di più.

Ora ci viene chiesto di appoggiare un governo più che tecnico, tecno-plutocratico, guidato da uno degli uomini-simbolo di quei poteri forti che abbiamo sempre combattuto.

Mi stupisce scoprire che all’interno del mio MoVimento – in cui ho sempre creduto – vi sia qualcuno che possa immaginare di poter prendere parte ad un esecutivo che dovrà rispondere, fatalmente, proprio a quei poteri.

Voglio ricordare a me e a tutti i miei colleghi in Parlamento che siamo dei portavoce, con un mandato ben preciso, che dobbiamo rispettare.

Questo mandato non è sicuramente quello di appoggiare un governo tecnico spacciato da governo istituzionale.

Chiedo a tutti gli attivisti di ricordare al nostro capo politico e al nostro garante, Beppe Grillo, che il MoVimento 5 Stelle non può prendere decisioni che vanno contro la sua stessa storia. Se si vuole appoggiare un governo Draghi, allora lo dovrà decidere la base con un voto su #Rousseau. Ogni altra alternativa, o gioco di palazzo, non è accettabile e va assolutamente evitata. Devono essere i nostri attivisti a decidere e chiedo ai miei colleghi di non farsi ingannare dai canti delle sirene.

Chiedo dunque ufficialmente al garante di consultare la base, prima di decidere qualsiasi appoggio ad un governo che non risponda al popolo.

Non ho paura di andare al voto e nessuno di noi dovrebbe averla. È il momento di avere coraggio e ricordarsi chi siamo.

Viva il M5S!

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