Agevoliamo il fotovoltaico e la riqualificazione energetica dei centri storici

È tempo di agevolare la riqualificazione energetica dei centri storici: sul tema, ho presentato un’interrogazione al Ministro della Transizione ecologica Cingolani per avere norme chiare ed efficaci in materia.


Interrogazione a risposta in Commissione
Atto n. 3-02458
Pubblicato il 27 aprile 2021, nella seduta n. 320

ORTIS , CASTALDI , ANGRISANI , GRANATO , ABATE , GIANNUZZI – Al Ministro della transizione ecologica. – 

Premesso che:

le politiche statali concernenti le energie rinnovabili stanno assumendo, già da diversi anni, un ruolo determinante nelle strategie di rilancio del Paese. Le tecnologie del settore, oltre a produrre, a basso costo, energia sostenibile, contribuiscono all’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica, essendo perciò fondamentali per raggiungere gli obiettivi nazionali e comunitari di riduzione di gas serra rilasciati nell’atmosfera;

il fotovoltaico, in particolare, è in un momento di vigoroso rilancio: nello specifico, il decreto “milleproroghe 2020”, con la promozione del consumo condiviso, ha implementato la possibilità per i cittadini di diventare, essi stessi, fornitori di energia;

anche grazie ai bonus edilizi promulgati in questi anni, sono inoltre in essere numerosi interventi legati a progetti di recupero e di efficientamento energetico del patrimonio edile;

non tutta Italia può però godere, ugualmente, di tali incentivi: i cittadini che dimorano nei centri storici dei borghi e delle città, a causa della loro struttura urbanistica, e dei vari vincoli, soprattutto paesaggistici, a cui sono soggetti tali aree, sono impossibilitati ad usufruire dei benefici di cui ai bonus ordinari e straordinari vigenti, per quel che concerne l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici lì situati. Si ricorda poi che nei centri storici sono presenti, oltre alle abitazioni civili, anche strutture ricettive, ed edifici scolastici, pubblici, storici e di culto;

nonostante si tratti di interventi di edilizia libera previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 e soprattutto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 31 del 2017 (vedasi in particolare l’allegato A) occorre munirsi di autorizzazione paesaggistica da parte della soprintendenza;

rilevato inoltre che:

con sentenza n. 3969 del 9 giugno 2020, il Consiglio di Stato, sezione VI, ha chiarito come ci debba essere una motivazione “particolarmente stringente” perché le soprintendenze possano opporre un diniego di compatibilità paesaggistica alla realizzazione di un impianto fotovoltaico; specificando come questo abbia una “espressa qualificazione legale in termini di opera di pubblica utilità, soggetta fra l’altro a finanziamenti agevolati”. Stando così le cose, quindi, l’esame dell’intervento non potrà ridursi “all’ordinaria contrapposizione interesse pubblico/interesse privato, che connota generalmente il tema della compatibilità paesaggistica negli ordinari interventi edilizi, ma impone una valutazione più analitica che si faccia carico di esaminare la complessità degli interessi coinvolti”; ciò anche in virtù del fatto che la produzione di energia elettrica da fonte solare “è essa stessa attività che contribuisce, sia pur indirettamente, alla salvaguardia dei valori paesaggistici”;

la presenza di impianti sulla sommità degli edifici, pur innovando la tipologia e morfologia della copertura, non è più percepita come fattore di disturbo visivo, bensì come un’evoluzione dello stile costruttivo accettata dall’ordinamento e dalla sensibilità collettiva. In ogni caso, per rispondere a quanto prescritto dalle norme locali in materia di impatto visivo minimo, integrazione e salvaguardia dell’identità del contesto è possibile installare moduli integrati nell’edificio (come tegole e ceppi fotovoltaici), i quali permettono di sostituire la copertura esistente senza dover inserire strutture aggiuntive;

nei luoghi sottoposti a tutela paesaggistica sarebbe quindi possibile vincolare l’installazione di pannelli fotovoltaici all’utilizzo di specifiche tipologie di pannelli, da tempo sul mercato, con un impatto minimale sull’aspetto del tetto; preservando così l’integrità estetica dei nostri borghi e dei centri storici,

si chiede di sapere se sia intenzione del Ministro in indirizzo adottare provvedimenti chiari ed efficaci in merito all’installazione degli impianti fotovoltaici nei centri storici. Ciò al fine di consentire, da un lato, agli organi preposti al rilascio di autorizzazioni di aver un miglior supporto normativo e di indirizzo nel merito; dall’altro, ai residenti, di non rinunciare alle agevolazioni edili, in modo da agevolare la riqualificazione del patrimonio immobiliare, in luoghi dove il fotovoltaico svolge un ruolo determinante e sostanziale per l’abbattimento dei costi e delle emissioni.

Scroll to top