Caso Giada Vitale: la mia interrogazione

Sul caso di Giada Vitale, giovane molisana abusata dal parroco di Portocannone dai 13 fino ai 17 anni di età, ho presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia, Marta Cartabia.

La vittima non fu mai sottoposta né a una perizia né a un incidente probatorio. Ma dopo la riapertura delle indagini nel 2018, emersero elementi di grande rilievo sotto il profilo probatorio. Il 29 marzo scorso è stata e presentata un’ulteriore richiesta di riapertura delle indagini; nella quale non solo era condannato il parroco per i fatti avvenuti fino ai quattordici anni d’età della vittima, ma criticata altresì la decisione della Procura della Repubblica di Larino di non aver approfondito i fatti inerenti agli abusi avvenuti successivamente.

Pensare che una ragazzina di tredici e poi quattordici anni possa avere una relazione con un uomo di 55 è un oltraggio al diritto, alla psicologia e soprattutto all’infanzia. Una posizione che può far pensare ai pedofili sia lecito manipolare e poi abusare una vittima. Il disinteressamento della Procura si è palesato inoltre anche quando la Vitale, dopo aver denunciato don Marino, è stata vittima di bullismo e diffamazione. La ragazza ha sporto più volte querela, ma le sue denunce sono state sistematicamente ignorate.

Alla luce di una vicenda divenuta un caso di cronaca nazionale, chiedo al Governo di estendere alla magistratura e ai pubblici ministeri i corsi di formazione già previsti per il personale della polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri e della polizia penitenziaria dalla legge conosciuta come Codice Rosso.

Infine il ministro Cartabia dovrà chiarire se si intenda o meno potenziare gli organici dei tribunali periferici, inadeguati alla mole di lavoro loro richiesta che da troppo tempo sta affossando la nostra regione.

Scroll to top