NATO, cooperazione tecnologica, Afghanistan

Una volta all’anno, la Delegazione Parlamentare NATO si riunisce, durante un weekend, in sessione plenaria (quest’anno finalmente in presenza), per approfondimenti e confronti tra i parlamentari delle nazioni alleate sui dossier più caldi che sono stati trattati durante l’anno trascorso.

Nella mia commissione, Scienza e Tecnologia, questa mattina, abbiamo parlato di cooperazione tecnologica, cybersecurity, big data, biotecnologie, missili ipersonici, intelligenza artificiale e armi autonome. Ho chiesto agli altri delegati di stabilire un principio forte di controllo sulle armi autonome guidate da IA, andando verso un trattato mondiale che ne limiti l’utilizzo e definisca delle linee guida basate su principi etici. Dobbiamo agire subito per evitare che le nuove tecnologie emergenti che avranno un impatto dirompente sulle nostre vite, siano del tutto incontrollate.

Domani, prima di rientrare a Roma, ci sarà un dibattito sull’Afghanistan, siamo tutti preoccupati e amareggiati (ma sarebbe meglio dire orripilati) da come è terminata la missione e avvieremo, sia in ambito internazionale, sia in Italia una profonda (è animata) riflessione sulle missione in Afghanistan.

Certo, nessuna riflessione o risoluzione potrà farci dimenticare le scene terribili che abbiamo visto in televisione o può essere di conforto alle donne ed alle famiglie che continuano a subire abusi da parte dei talebani, ma dopo una debacle del genere, l’unica cosa che non possiamo permetterci di fare, è ignorare il problema o fingere che vada tutto bene.

La PA NATO non è la NATO, è l’insieme dei delegati dai rappresentanti eletti democraticamente nelle nazioni alleate, tutto quello che viene discusso e trattato e consultabile liberamente da qui https://www.nato-pa.int/

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