Sulla recente tragedia in Texas

«Che cosa stiamo facendo? Cose come queste succedono solo in questo Paese. Da nessun’altra parte del mondo dei bambini vanno a scuola pensando che potrebbero essere uccisi quel giorno», queste le parole del senatore Chris Murphy. Parole pronunciate dopo la sparatoria avvenuta in Texas ma simili a tante parole cadute nel vuoto dopo le innumerevoli stragi di innocenti che hanno caratterizzato la cronaca USA. Nell’ultima tragedia sono morte 21 vittime innocenti, per lo più bambini.

Negli Stati Uniti — oramai da anni — si chiede un controllo più rigido e una minore possibilità di acquistare un’arma d’assalto. Secondo il mio modesto parere, le lobby delle armi non possono determinare quelle che sono le politiche degli Stati.

In Italia, la situazione non è disastrosa come negli Stati Uniti, ma ci sono ancora lacune all’interno della nostra legislazione riguardo il rilascio ed il controllo delle armi. È importante colmare tali vuoti normativi e mancanze procedurali che hanno permesso che accadessero anche da noi simili tragedie. Quasi un anno fa, un uomo di 35 anni con problemi psichici, è uscito armato dalla sua villa ad Ardea, ed ha esploso volontariamente dei colpi contro due bambini, di 5 e 10 anni, David e Daniel, che giocavano in strada. Un anziano che passava di lì in bicicletta ha cercato di fare da scudo, nonostante non conoscesse i due piccoli, rimanendo però a sua volta ucciso.

Ci vuole coordinamento tra i settori dello Stato per sottrarre le armi a chi non dovrebbe detenerle e bisogna verificare bene a chi concedere il porto d’armi, non solo quello da difesa personale ma anche quello da caccia o sportivo.

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