I referendum sulla giustizia

Domenica 12 giugno ci verranno consegnate cinque schede elettorali. Tre domande su cinque riguardano il funzionamento interno dell’ordine giudiziario, vale a dire l’elezione dei magistrati al Csm, la valutazione sull’operato delle toghe e la separazione delle funzioni. Gli altri due sono collegati al diritto penale e riguardano l’abolizione della LeggenbSeverino e la limitazione delle misure cautelari.

Il referendum è sempre un importante strumento di democrazia. Chiedo alle persone che andranno a votare di informarsi per bene e di andare oltre agli schieramenti politici. Credo sia meglio non andarci, se non si ha tempo e nemmeno voglia di approfondire.

Io personalmente non andrò a votare, poiché ritengo che la presentazione del referendum sia strumentale da parte di una certa classe politica, che vuole ad ogni costo garantire l’immunità ai politici e agli amministratori che non svolgono al meglio il proprio lavoro. Nella magistratura vi sono abusi e malfunzionamenti evidenti, ma è anche chiaro il solito giochino dei parlamentari. Le aberrazioni da correggere sono tante, ma ritengo che debbano essere sistemate in Parlamento.

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