Emergenza randagismo in Molise: la mia lettera alle autorità competenti

Il fenomeno del randagismo in Molise ha assunto dimensioni non più ignorabili dalla politica regionale e nazionale. Stampa e associazioni locali parlano apertamente di una situazione completamente fuori controllo, il cui carattere emergenziale necessita di interventi celeri e straordinari anche da parte del Ministero della salute.

In una lettera – indirizzata al ministro della Salute Roberto Speranza e ai suoi sottosegretari Andrea Costa e Pierpaolo Sileri, al Direttore generale della sanità animale e dei farmaci veterinari Pierdavide Lecchini, al Direttore della tutela del benessere animale, igiene zootecnica e igiene urbana veterinari e all’ufficio audit sui sistemi sanitari regionali veterinari e alimentari Vincenzo Ugo Santucci, al presidente della Regione Molise Donato Toma, al Direttore generale Asrem Oreste Florenzano, al Dirigente responsabile del servizio prevenzione, veterinaria e sicurezza alimentare dell’Asrem Mauro Di Muzio — ho evidenziato le principali criticità all’origine della problematica.

Si va dall’abbandono degli animali e del territorio (catture casuali e assenza di controlli) alla riproduzione incontrollata, motivi per i quali il senatore chiede la convocazione di un tavolo tecnico per valutare le soluzioni da adottare, a condizione che queste siano solide, continuative nel tempo e supportate da adeguati finanziamenti.

Purtroppo il Piano sanitario 2019-2021 della Regione, al cui interno è dedicato un capitolo sul randagismo, dopo un anno non è stato ancora attuato, costringendo volontari e associazioni ad ovviare alle inadempienze delle autorità.

Proprio per questo, ricordando come sia completamente sconosciuto il numero degli animali vaganti sul territorio sebbene stime recenti parlino di circa 25mila randagi, e di 2mila cani detenuti nei canili regionali ed extra regionali, ritengo opportuno entrare nel merito. Si palesa quindi necessaria l’attivazione di un protocollo ministeriale emergenziale volto all’assolvimento di numerosi compiti e all’implementazione di varie procedure.

Ad esempio: censimento dei cani randagi e padronali; acquisizione di informazioni sul numero e l’adeguatezza delle strutture presenti in regione; ristrutturazione e messa a norma dei canili esistenti e costruzione di nuovi; acquisto delle attrezzature necessarie alle catture; convenzioni con cliniche esterne; formazione e corsi di aggiornamento dei veterinari pubblici; ripristino dei doveri di controllo delle forze di polizia locali, dotate di lettori di microchip, con corsi di inquadramento normativo; corsi annuali per la formazione di guardie zoofile regionali; istituzione di un numero verde unico.

Chiudo l’appello al ministro Speranza affinché attivi tale protocollo, convocando un tavolo tecnico alla presenza delle figure competenti in materia.

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