Giustizia e interni

Contro la violenza sulle donne: il Codice Rosso

Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e grazie al Codice Rosso (tel. 1522), sono state introdotte pene più severe.

Crollo Ponte Morandi: manager in manette

Oggi, a seguito delle inchieste nate dal crollo del Ponte Morandi, sono finiti in manette l’ex ad di Autostrade a Giovanni Castellucci e altri grandi manager.

Solidarietà agli agenti del carcere di Campobasso

Esprimo massima solidarietà agli agenti di polizia penitenziaria del carcere di via Cavour a Campobasso. Le aggressioni ai danni di chi lavora all’interno non si contano, negli anni.

Insulti razzisti a un bambino di Campobasso

«Metti la mascherina, negro». Questo è l’insulto che un’autista di autobus, a Campobasso, ha rivolto nei confronti di un bambino di soli 10 anni.

Micromobilità: approvato mio ordine del giorno

È stato approvato il mio ordine del giorno che prevede norme e regole più rigorose nell’ambito della cosiddetta micromobilità.

Proteggiamo il personale sanitario

Ogni anno, in Italia, vengono denunciate all’Inail oltre mille aggressioni al personale sanitario.

Ricordiamo Paolo Borsellino

Sono passati 28 anni dall’esplosione che uccise Paolo Borsellino. Oggi ricordiamo un uomo che ha fatto della lotta alla mafia una missione di vita.

Il Governo protegga i nostri dati personali

Ho chiesto ai Ministri dell’Interno e dello Sviluppo economico, tramite un’interrogazione, chiarimenti sui fatti al centro dell’inchiesta ‘Data Room’, che ha portato alla luce uno sconcertante quadro delinquenziale di cibercrimine, concernente il furto di dati dei clienti della compagnia telefonica TIM da parte di un gruppo di dipendenti della società.

Sileri sotto scorta

Il mio collega e amico Pierpaolo Sileri è sotto scorta a seguito di pressioni per tentativi di corruzione e minacce ricevute rispetto alla sua attività politica in particolare riguardo alla destinazione dei fondi pubblici per l’emergenza Coronavirus.

Bonafede costretto a spiegare l’ovvio

Appare surreale che il nostro Ministro Alfonso Bonafede abbia dovuto spiegare l’ovvio ad un rappresentante di un partito fondato da un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.

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